E' luogo comune pensare che in Italia abbiamo molti immigrati, molti extra comunitari che arrivano da noi per tentare di fare fortuna, o per scappare da paesi poveri dove fame e guerra la fanno da padroni.
Si sente spesso parlare del fenomeno dell'Immigrazione.
Io invece vorrei scrivere di un altro fenomeno strisciante che esplodera' in pochi anni: il fenomeno dell'EMIGRAZIONE!
Quando sono arrivato in Cina nel 1996 c'erano pochissimi Italiani e spesso ci incontravamo in qualche bar locale, specialmente nei paesi sperduti della Cina e ci si scambiavano idee e opinioni sulla Cina e sul lavoro.
Oggi, nel 2007, senza esagerazione in Cina ed in Hong Kong, ma piu' che altro in Cina, si parla Italiano! Credo che l'italiano sia la seconda lingua piu' parlata in Cina. Sicuramente molti di voi si chiederanno dove sono i dati, dove sono le statistiche, che non corrispondono con quello che scrivo. Ebbene non ci sono. Tutti gli Italiani sono in Cina, senza essere iscritti all'Aire (molti non sanno nemmeno cos'e') felici di aver trovato una Nazione che li riporta (specie gli anziani) agli inizi anni 70, dove chi aveva voglia di fare e di lavorare poteva il giorno dopo iniziare una qualsiasi attivita' senza grossi intoppi burocratici.
Oggi in qualsiasi paesino sperduto della Cina, in qualsiasi bar, pub o ristorante Cinese senti conversare in Italiano e l'argomento e' sempre lo stesso: in Cina per il business si sta bene! L'Italia non manca a nessuno. E giu' via dicendo che ad Hong Kong le tasse sono solo il 17%, che i servizi funzionano bene, che in un giorno si apre una ditta, che tutte le spese si possono scaricare sulla ditta, che la dichiarazione dei redditi e' semplicissima etc. etc. In piu', e questa e' un'altra novita', gli italiani non hanno business solo con l'Italia, ma con tutto il mondo. Quindi, economicamente parlando, sono cittadini del mondo. Producono in Cina, vendono in tutto il mondo e pagano le tasse ad Hong Kong. E l'Italia? Beh..in Italia ci si va solo per vacanza a Natale e d'estate.
L'Italia sta perdendo i migliori imprenditori, quelli che hanno voglia di lavorare e di fare qualcosa, quelli che non vogliono lavorare 18 ore al giorno per mantenere chi ne lavora 6 di ore e si lamenta., chi non fa niente dalla mattina alla sera e pensa solo alle ferie e ai permessini!